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Ben lungi dal subordinare la libertà individuale allo Stato, è lo Stato, la comunanza, che bisogna sottomettere alla libertà individuale

Pierre Joseph Proudhon
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Il perché

E’ strano avvertire l’esigenza, oggi, di evidenziare l’attualità di un personaggio come Proudhon. La sua falsificazione del marxismo è stata elaborata prima ancora che il marxismo si affermasse come tale, quando in tanti si sono lasciati sedurre dalla dottrina comunista e hanno dovuto/voluto attendere più di un secolo per essere definitivamente smentiti dalla storia, finendo col trovarsi in mutande.

La pragmatica ricerca di un equilibrio tra inviolabilità dell’individuo e partecipazione nella società (la sua funzione sociale), la critica all’accentramento del potere, la valorizzazione della concorrenza e del pluralismo: sono i cardini del pensiero politico di Proudhon e della sua sincera avversione per il socialismo scientifico di Marx – l’aberrante distorsione del socialismo utopico teorizzato invece da Saint-Simon, Cabet e lo stesso Proudhon, che lo inseguì ipotizzando non una rivoluzione ma una riforma rivoluzionaria della società in grado di mitigare le contraddizioni economiche insite in essa e liberare l’individuo dallo sfruttamento del capitale (ecco che “la proprietà privata diventa un furto” solo se concentrata nella mani di pochi).

La portata del pensiero del filosofo francese (colpevole di essere troppo in anticipo sui tempi) è stata sottodimensionata e sottovalutata, soprattutto in Italia, e soprattutto in Italia la sinistra ha sempre fatto fatica ad affermare le ragioni riformiste – non a caso. La nostra minoritaria tradizione socialdemocratica ha sempre dovuto sgomitare fra compromessi storici, massimalismi, cattocomunismi, per poi suicidarsi proprio quando la caduta del muro e dell’Urss puntavano una pistola alla tempia del Pci, quasi a voler dire “prendete me!”. Infondo “Qualcuno era comunista perché abbiamo il peggior partito socialista d’Europa”, cantava Gaber.

L’attualità di Proudhon sta nell’attualità della cronica crisi d’identità della sinistra, un morbo il cui nome scientifico è partitus democraticus. L’attualità di Proudhon sta nella dicotomia tra riformisti e massimalisti che lacera ancora oggi la sinistra. L’attualità di Proudhon sta nel suo individualismo sociale che costituisce il primo vero liberalismo di sinistra che è la prima vera mancanza nella sinistra. E’, in definitiva, l’attualità della questione riformista in Italia. Questo è il motivo per il quale abbiamo deciso di rifarci a lui.

Nel libro di Tabucchi, l'espressione “Sostiene Pereira” ricorre in ogni capitolo, a sottolineare la distanza critica del narratore dai pensieri del protagonista, che ad ogni modo valgono alquanto la pena di essere raccontati. Altrettanto criticamente “Sostiene Proudhon” è l’incipit del racconto del nostro punto di vista, un punto di vista di sinistra, socialista e liberale: decisamente il punto di vista di Proudhon.


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21/08/2008 @ 19.46.24
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