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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
E comunque per noi italiani di sinistra il modello deve essere l' Emilia Romagna, la regione dove ci sono i migliori asili del m-o-n-d-o.
A un anno dalla creazione del blog e dall’iscrizione alla famiglia di Kilombo, tracciare un bilancio di quest’esperienza può essere utile, specialmente se contestualizzato nella crisi che l’aggregatore sta vivendo.
Cimentarmi con un blog, in particolar modo all’interno di Kilombo, mi ha dato la possibilità di sperimentare nuove idee, nuove persone, nuovi strumenti per la conoscenza e l’interazione. Sul piano personale, ha costituito indubbiamente un momento di crescita; il problema, però, sta proprio nell’esclusività e limitatezza di quel “piano personale”, che invece di promuovere ed emancipare l’individualità finisce col soffocarla in un caos atomizzato ed autoreferenziale, di cui Kilombo è diventato la cassa di risonanza e nulla più.
La spinta propulsiva di Kilombo, che scaturiva soprattutto dalla volontà di intendere l’autogestione e la partecipazione secondo criteri orizzontali ed egalitari, oggi si è esaurita, ma non perché quei principi che hanno fondato e fondano il progetto non siano più validi. E’ mancata, piuttosto, la capacità di ripensarli e riaggiornarli a fronte dell’aumento degli iscritti e della visibilità, disperdendo la partecipazione in una struttura inadatta a valorizzarne i contenuti e bloccando istituzionalmente la comunità con processi decisionali e criteri rappresentativi insufficienti per individuare e intraprendere una direzione di marcia chiara.
Va dato atto ad alcuni fondatori e membri storici di Kilombo di aver già intuito tempo fa quale fosse la strada per superare lo stallo, attraverso la creazione di un associazione aperta che sia in grado di affrontare la gestione di un progetto di più ampio respiro. E proprio per rinnovare quell’impegno ho deciso di sostenere Titollo e il suo programma per la redazione, perché mi sembra il più completo e il più coraggioso per rilanciare Kilombo; aderirvi significa prendere una posizione netta e criticabile, fare una scelta – giusta o sbagliata è rimesso al vostro giudizio – e ritengo che, allo stato attuale, tutto si possa fare meno che non scegliere... perché, parafrasando gli amici Radicali, Kilombo o lo scegli o lo sciogli.
«Aborro i preti, esseri autoritari e prepotenti. Quando qualcuno mi dice che stiamo andando verso il fascismo vorrei quasi rispondere ‘magari’, il fascismo è brutto ma passa, invece andiamo incontro a forme di vita clericale, anzi ci siamo dentro, perché non abbiamo saputo amministrare il nostro libero esame, abbiamo liquidato la coscienza, dandola in appalto al clero. Ecco dove nasce il più macroscopico difetto degli italiani, la mancanza di coscienza morale: noi non siamo religiosi, siamo cattolici per comodità, abitudine, tradizione, non per coscienza. Il problema di dio, gli italiani, non se lo pongono, perciò non siamo mai stati una nazione. L’unico Stato che conosciamo, è quello pontificio. […] Un popolo italiano consapevole della propria identità e ben deciso a difenderla non c’è perché, nei secoli in cui questa coscienza nazionale maturava nel resto dell’occidente, in Italia veniva soffocata da una Chiesa timorosa che il cittadino soppiantasse il fedele e creasse un potere temporale laico contrapposto al suo»
Indro Montanelli
(Corriere della Sera, 2001)
Italia dei valori: gli utili idioti dell'illegalità.
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