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Quando voi avete pagato tutte le forze individuali, non avete pagato la forza collettiva; di conseguenza resta sempre un diritto di proprietà collettiva che non avete acquistato e di cui godete ingiustamente

Pierre Joseph Proudhon
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Sostiene Proudhon (del 13/04/2008 @ 20:46:43, in Frammenti, linkato 584 volte)


Tratto da A/R Andata + Ritorno
di Marco Ponti (2004)
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Di Sostiene Proudhon (del 11/04/2008 @ 02:05:27, in Politica interna, linkato 577 volte)

Chiunque abbia frequentato questo piccolo quaderno d’appunti multimediale sa quanto sono distante dalle posizioni politiche che il Pd ha assunto finora, e comunque basta scorrere qualche riga per rendersi conto della mia convinta e appassionata adesione alle istanze tipiche del socialismo europeo. Mi sono perfino laureato, poche settimane fa, svolgendo una tesi smaccatamente socialista con al centro la proprietà privata e la classe operaia. La testimonianza, però, non appaga la mia coscienza politica: ho sempre ritenuto necessario confrontarmi sia con l’etica dei princìpi sia con l’etica delle responsabilità, talvolta in contraddizione fra loro. Perciò vorrei spiegare le ragioni che mi spingono a votare il Partito democratico, chiarendo che non si tratta di un voto d’appartenenza né di un voto d’opinione (non v’è una condivisione programmatica in senso stretto).

Mi sono da tempo convinto che la rappresentanzione più efficace dell’Italia di oggi l’abbia elaborata Nanni Moretti ne “Il Caimano”: il berlusconismo ha vinto, complici innanzitutto lo smarrimento di una sinistra capace solo di subire o di rincorrere e l’inesistenza di un quarto potere autonomo e indipendente. Una buona metà di questo paese forse non assalterebbe, come ne “Il Caimano”, i palazzi di giustizia moltov alla mano, ma ha ormai radicati nel proprio essere alcuni (dis)valori devianti rispetto alla tradizione democratica europea; dal fisco alla giustizia, dalle istituzioni fino alla Costituzione, esistono due italie distinte e incompatibili fra loro. Fintantoché non ricostruiremo un terreno condiviso di regole e valori democratici, parlare di politica – quella vera – sarà inutile. Non si tratta semplicemente di riformare le istituzioni (la Costituzione formale) ma di gettare le fondamenta di una nuova cultura civile e di cittadinanza (la Costituzione materiale). La stagione dell’antiberlusconismo, che aveva tutte le ragioni, non ha pagato, anzi ha acuito la frattura sociale del paese. Purtroppo credo che, ad oggi, sia troppo tardi per recuperare da sinistra; la priorità è disinnescare la destabilizzazione istituzionale, sociale e culturale della destra, perché smaltire le scorie del berlusconismo non sarà cosa facile e di breve durata. L’unica soluzione che mi si presenta davanti è il Partito democratico: il populismo morbido e rassicurante di Veltroni, che io trovo vacuo e politicamente inconsistente, è forse l’unico rimedio al populismo becero e dannoso di Berlusconi.

Il Pd di oggi è un ibrido impolitico che non mi augurerei di dover votare, ma nell’attuale contesto italiano rappresenta l’antidoto al berlusconismo e lo spiraglio per una riforma della politica. Come se il conflitto d’interessi non esistesse, come se Forza Italia e Fininvest non avessero perpetrato gli obiettivi della P2, bisogna fare i conti con l’altra metà del paese. Proprio per scongiurare la revisione della Resistenza e la glorificazione di Mangano invocate da Dell’Utri, bisogna fare buon viso e cattivo gioco, erodendo le basi del consenso berlusconiano e riannodando i fili della democrazia. Veltroni è alternativo a Berlusconi perché costituisce la premessa dell’alternativa di domani; è una possibilità, non una certezza, ma nel frattempo sono disposto a mettere da parte i temi a me più cari – il lavoro e la laicità – consapevole del fatto che non posso difenderli all’interno di un sistema malato. Se il Pd, superata questa fase di transizione, saprà (vorrà?) configurarsi come interprete credibile del socialismo europeo in Italia, non so dirlo. Questa volta ho deciso di sostenerlo, forse sbagliando, ma vi prego di perdonarmi: essere socialisti ed avere vent’anni in questo paese è davvero un’impresa impossibile.

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09/09/2010 @ 21.56.03
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